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L'Europa in diretta

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EUROPE DIRECT - Carrefour europeo Emilia - L'Europa in diretta - POLITICA AGRICOLA COMUNE
Aggiornato: 3 ore 39 min fa

BOLOGNA 30 SETTEMBRE - 1° OTTOBRE 2010GIORNATE GRANOITALIA - IL PUNTO SUL COMPARTO CEREALICOLO NAZIONALE: QUALE SITUAZIONE, QUALI PROSPETTIVE E INNOVAZIONE

23 ore 57 min fa

Le Giornate di Granoitalia, organizzate da ASS.IN.CER e dal Centro Ricerche Produzioni Vegetali con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, si terranno a Bologna dal 30 settembre al 1° ottobre 2010, presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna (V.le G. Fanin, 44).

Di seguito il calendario delle giornate di studio:

30 settembre 2010
ore 10.00 - Convegno “La riforma della PAC e le politiche di settore
ore 14.30 - Convegno “Il monitoraggio delle produzioni nazionali"

1° ottobre 2010
ore 10.00 - Convegno ”Il mercato dei cereali”
ore 14.30 - Convegno ”Quali percorsi per l’innovazione varietale nella granicoltura nazionale?”
ore 15.30 - Tavola rotonda ”La collaborazione tra pubblico e private: opportunità e possibili modelli”

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UE: 1.9 MILIARDI DI EURO ALLA RICERCA NEL SETTORE ALIMENTARE, DELL’AGRICOLTURA, DELLA PESCA E DELLE BIOTECNOLOGIE, NEL NOME DI UNA BIO-ECONOMIA EUROPEA DELLA CONOSCENZA

Gio, 09/02/2010 - 00:00

Otto progetti di ricerca finanziati dall’ Ue sono stati presentati. Tra questi, l’ISAFRUIT, finanziato dall’Ue con 13,8 milioni di euro, ha portato alla scoperta che due mele al giorno tolgono il colesterolo di torno ovvero mangiare due mele al giorno (300 gr.), può aiutare a ridurre il colesterolo del 10%. Il progetto ha anche sviluppato nuove metodologie per riprodurre alcune varietà di frutta, per ridurne le componenti allergeniche e per diminuire l’uso di pesticidi. In questo contesto è stato dimostrato che immergere mele e pesche in acqua calda ad una precisa temperatura può ridurre il marciume dell’80% e rimuovere i batteri come la Salmonella e l’Escherichia Coli.
14 milioni di euro sono stati stanziati per l’EPIZONE, rete impegnata nella prevenzione e la cura dell’afta e di altre epizozie negli animali.
Un altro degli otto progetti - ENCIS - riguarda la ricerca sull’influenza che la dieta alimentare e i fattori genetici possono avere sul rischio di cancro e finanziata con 11 milioni di euro.
Altri 12 milioni di euro sono stati stanziati dall’Ue per l’EUROFIR, che ha disposto un servizio web per i ricercatori, le autorità pubbliche, l’industria alimentare e i consumatori sui contenuti degli alimenti in termini di nutrienti e composti biochimici per rendere noti e facilitare i collegamenti tra dieta e salute.
L’Ue ha finanziato poi con 10,5 milioni di euro un altro importante studio dal titolo AQUAMAX, sull’intera filiera dell’acquacoltura, partendo dallo studio di una alimentazione alternativa per i pesci di allevamento, meno impattante sull’ambiente e sulla salute umana per arrivare agli effetti positivi del consumo di olio di pesce nelle diete di donne incinte e dei loro bambini.
EUFRESHBAKE ha, invece, sviluppato un innovativo forno a basso consumo di energia, per la pre-cottura del pane industriale, basato su una tecnologia a raggi infrarossi. Gli europei consumano più di 30 milioni di tonnellate di pane ogni anno. Attualmente nel settore della panificazione quasi il 50% del prodotto viene pre-cotto su scala industriale e poi distribuito ai dettaglianti dove il processo di cottura viene terminato. Tramite il finanziamento di due milioni di euro il progetto ha posto particolare attenzione anche all’aumento dei valori nutrizionali del pane e alla panificazione senza glutine.
Attraverso HEALTHGRAIN, è stato condotto uno studio sui cereali integrali come arma contro i disordini del metabolismo (obesità, diabete, malattie cardio-vascolari, sviluppando metodi per individuare componenti bioattive e dimostrando che i benefici del grano possono essere migliorati tramite la selezione e gli impianti di coltivazione. Anche in questo caso si è posta particolare attenzione allo sviluppo di alimenti senza glutine. Il finanziamento ricevuto ammonta a 10.8 milioni di euro.
L’ultimo degli otto progetti finanziato con 12.3 milioni di euro è chiamato MONIQA. La rete di ricercatori che vi ha preso parte è riuscita a sviluppare nuovi standard nella qualità e nella sicurezza degli alimenti del futuro e un insieme di protocolli per i sistemi di produzione.
Nessuno degli otto progetti è coordinato da una istituzione di ricerca italiana, ma il nostro paese è presente nelle partnership con ben 29 strutture, secondo solo al Regno Unito che vede coinvolti 32 soggetti tra Università, centri di ricerca e imprese.
Lanciato nel 2002 nell’ambito del 6° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, il programma “Qualità e sicurezza degli alimenti” si prefiggeva di affrontare i seri problemi della catena alimentare sorti nei decenni passati. Tra il 2007 e il 2013 il 7° PQ assicura 1.9 miliardi di euro alla ricerca nel settore alimentare, dell’agricoltura, della pesca e delle biotecnologie, nel nome di una bio-economia europea della conoscenza, per una produzione sostenibile, un prudente utilizzo delle risorse naturali e una crescente attenzione ai bisogni e alle richieste dei consumatori.

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L’ACCORDO SUL COMMERCIO DEL VINO FRA UE E AUSTRALIA ENTRA IN VIGORE

Mer, 09/01/2010 - 00:00

Oggi 1° settembre 2010, entra in vigore un nuovo accordo che disciplina il commercio del vino fra l’Australia e l’Unione europea. Questo nuovo accordo, che sostituisce quello firmato nel 1994, protegge il regime di etichettatura del vino adottato nell’UE, garantisce la piena protezione delle indicazioni geografiche dell’UE, anche per i vini destinati all’esportazione in paesi terzi, e include un esplicito impegno da parte dell’Australia a proteggere le espressioni tradizionali dell’UE. In aggiunta, entro un anno dall’entrata in vigore dell’accordo e dopo un periodo di transizione, l’Australia non utilizzerà più per i propri vini alcune importanti denominazioni dell’UE, quali “Champagne”, “Porto”, “Sherry” e altre indicazioni geografiche europee, fra cui alcune espressioni tradizionali quali “Amontillado”, “Claret” e “Auslese”. Il nuovo accordo protegge il regime di etichettatura dei vini dell’UE elencando le menzioni facoltative che possono essere utilizzate per i vini australiani (per es. indicazioni riguardanti le varietà di viti usate, i premi e le medaglie ottenuti o i concorsi vinti oppure un colore specifico, ecc.) e regolamentando l’indicazione delle varietà di viti sulle etichette dei vini. Il nuovo accordo delinea inoltre le condizioni che i produttori vinicoli australiani devono rispettare per continuare a usare un certo numero di termini per vini di qualità, fra cui “vintage”, “cream” e “tawny” per descrivere i vini australiani esportati in Europa e venduti sul mercato nazionale. L’accordo è stato firmato a Bruxelles il 1° dicembre 2008. Il 27 luglio 2010 le autorità australiane hanno informato l’Unione europea di avere completato le procedure di ratifica necessarie. Nel 2009 le esportazioni di vino dall’UE verso l’Australia hanno rappresentato 68 milioni di euro, mentre quelle dall’Australia verso l’UE sono state pari a 643 milioni di euro.

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NUOVE OPPORTUNITÀ DI ESPORTAZIONE VERSO LA RUSSIA PER LE PRODUZIONI ANIMALI UE

Mer, 08/25/2010 - 00:00

Le esportazioni di animali e prodotti di origine animale dall’Unione Europea alla Russia riceveranno un impulso dopo che cinque nuovi certificati per le esportazioni tra l’UE e la Federazione Russa sono entrati in vigore il 15 agosto scorso. Questi certificati riguardano carne con ossa, in scatola e cibo essiccato per animali domestici inoltre pecore e capre da allevamento. Essi apriranno nuove opportunità commerciali per i produttori europei. Le esportazioni di animali e prodotti di origine animale dall’UE alla Russia devono essere conformi alle norme approvate tra la Commissione europea e il servizio veterinario russo per molti prodotti. Questi requisiti si applicano alle esportazioni degli Stati membri dell’UE i quali devono ottemperare ai certificati specifici a garanzia che i prodotti esportati soddisfino le norme veterinarie e sanitarie della Federazione russa. Nel 2009 il valore dell’esportazioni di animali, carne e prodotti animali dall’UE alla Federazione Russa è stato di 1,3 miliardi.

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SVILUPPO RURALE: 133 MILIONI DI EURO LA SPESA PUBBLICA COMPLESSIVAMENTE EROGATA NEL MESE DI LUGLIO

Mer, 08/25/2010 - 00:00

Secondo le rilevazioni effettuate, ammonta a 133 milioni di euro la spesa pubblica erogata dagli Organismi pagatori a valere sui PSR nel mese di luglio. Di questi, ben 111 milioni sono stati erogati dalle Regioni che non hanno ancora raggiunto l'obiettivo minimo di spesa fissato dalla Commissione europea per evitare il disimpegno dei fondi entro il 31 dicembre 2010. Buoni i risultati ottenuti dalla Regione Sardegna che, nel solo mese di luglio, ha effettuato pagamenti per circa 61 milioni di euro. Seguono Emilia Romagna (con pagamenti pari a 16,1 milioni di euro), Campania (6 milioni di euro) e Sicilia (5,9 milioni di euro). Le migliori performance ottenute dalle regioni si devono anche al rafforzamento dell'assistenza tecnica presso le regioni e alla conseguente semplificazione delle procedure di pagamento che coinvolgono l'Autorità di gestione dei Psr e gli Organismi pagatori.La spesa aggiuntiva che i PSR italiani devono realizzare entro il 31 dicembre 2010, per evitare ogni tipo di penalizzazione da parte della Commissione europea, si riduce così da 935,3 milioni di euro del 30 giugno 2010, agli 824 milioni di euro del 31 luglio 2010. A questo corrisponde una quota comunitaria a rischio disimpegno pari a 468,2 milioni di euro.

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RELAZIONE DELL'UE IN CASO DI CATASTROFE NATURALE: AIUTARE I PAESI AD AIUTARSI A VICENDA

Mer, 08/25/2010 - 00:00

L'UE coordina gli aiuti di emergenza e l'assistenza ai paesi bisognosi.

D'estate in Europa si registrano spesso devastanti alluvioni e incendi, e il 2010 non è stato da meno. Il Centro di monitoraggio e informazione (MIC) dell'UE fa in modo che i paesi colpiti ottengano un aiuto immediato.

Operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il centro, con sede a Bruxelles, segue costantemente le emergenze a livello mondiale e coordina le risorse dell'UE per le operazioni di soccorso. Competente per tutte le catastrofi - sia naturali che provocate dall'uomo - funge da polo di comunicazione tra i paesi. Quando ricevono una richiesta di aiuto, i funzionari di guardia allertano le potenziali nazioni donatrici e adeguano le offerte di aiuto alle reali esigenze. Oltre a mettere a disposizione attrezzature e forniture varie, il MIC può anche inviare esperti sul campo.

A luglio, per esempio, il Portogallo ha richiesto equipaggiamenti per contrastare una serie di incendi boschivi. Tre paesi hanno immediatamente risposto, e l'offerta dell'Italia di inviare due Canadair è stata accolta.

Prima ancora, la Romania aveva dato l'allarme per le forti alluvioni in cui hanno trovato la morte 25 persone, ottenendo in poche ore offerte d'aiuto da quattro paesi europei.

Il centro potrebbe presto essere chiamato a svolgere un ruolo più importante. Negli ultimi anni, incendi boschivi, alluvioni e siccità colpiscono l'Europa con maggiore frequenza e intensità, facendo sentire l'esigenza di politiche maggiormente orientate alla prevenzione.

La Commissione desidera trasformare il MIC in un autentico centro operativo, con risorse proprie da dispiegare immediatamente. Si sta inoltre pensando ad una rete per la formazione degli operatori e ad un sistema di allarme rapido di portata europea.

Istituito nel 2001, il centro può essere contattato anche da paesi non europei, a condizione che l'UE abbia offerto il suo aiuto, come nel caso dei terremoti ad Haiti e in Cile, o più recentemente della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico.

In questi giorni la Russia è devastata da una serie di incendi e, sebbene le autorità non abbiano ancora richiesto l'aiuto del MIC, molti paesi europei stanno prestando assistenza. La vicepresidente della Commissione Catherine Ashton ha inoltre espresso la disponibilità dell'UE ad offrire un sostegno, sia durante che dopo questa calamità.

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XIX CONVENTION MONDIALE DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO SU “MADE IN ITALY: IL VALORE DELL’AUTENTICITÀ TRA STORIA E INNOVAZIONE”

Mar, 08/24/2010 - 00:00

La Camera di Commercio di Parma, dal 23 al 27 ottobre 2010, ospiterà la XIX Convention mondiale delle Camere di commercio italiane all’estero (CCIE), evento di richiamo internazionale organizzato in collaborazione con Unioncamere e Assocamere estero, che radunerà nella città di Parma i rappresentanti delle 74 Camere di commercio italiane all’estero.
Finalità della Convention mondiale è illustrare al “Sistema Italia “ lo sviluppo della rete camerale all’estero, l’attività realizzata e progettata, le potenzialità di utilizzo da parte dei vari soggetti operanti nella promozione del Made in Italy nel Mondo e di creare un’occasione di incontro tra i Presidenti e i Segretari Generali delle Camere Italiane all’Estero e gli operatori nazionali - istituzioni, imprese e associazioni - per individuare ipotesi concrete di collaborazione. La Convention rappresenta inoltre un’importante occasione di marketing territoriale nell'ottica dell'internazionalizzazione per il sistema economico-produttivo di Parma.
Il programma della Convention prevede - oltre alle sessioni di lavoro riservate ai rappresentanti delle CCIE - anche momenti pubblici, aperti alla partecipazione di istituzioni, enti, imprese e cittadini, che si terranno nelle giornate del 25 e 26 ottobre. Di seguito il programma:

  • 25 ottobre 2010 - ore 8,45-13,30 presso la Sala Aurea Parma della Camera di Commercio si terrà il convegno di apertura della Convention: Forum"L'agroalimentare italiano: la tradizione del futuro"

  • 26 ottobre 2010 - ore 9,00-13,00 e 14,00.-18,00 presso il Salone Borsa Merci della Camera di Commercio incontro su “Parma senza confini: le imprese incontrano il mondo”

Inoltre il 23,24 e 27 ottobre presso il Centro Congressi della Camera di Commercio di Parma e Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore si terranno le Sessioni di lavoro riservate alle CCIE. In particolare:

  • 23 ottobre - Riunioni dei delegati nei sette gruppi di lavoro su base geo-economica;

  • 24 ottobre - Assemblea elettiva dei Presidenti;

  • 24 ottobre - Riunione dei Segretari Generali;

  • 24 ottobre - Riunione del Consiglio Assocamerestero;

  • 24 ottobre - Assemblea statutaria;

  • 27 ottobre - Incontri dei gruppi di lavoro finalizzati a costruire piattaforme di collaborazione tra Camere Italiane della stessa Area geoeconomica;

  • 27 ottobre - Seminario di formazione diretta ai Segretari Generali CCIE e ai loro principali collaboratori.

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IL MEDIATORE EUROPEO RICHIAMA LA COMMISSIONE EUROPEA SULL’IMPORTAZIONE DI CARNE DAL BRASILE COLPITO, NEL 2008, DA FOCOLAI DI AFTA

Mar, 08/24/2010 - 00:00

Il Mediatore europeo, Nikiforos Diamandourous, ha accusato la Commissione europea di essere stata, nel 2008, troppo lenta nell’imporre restrizioni alle importazioni di carne bovina brasiliana a causa della diffusione dell’Afta epizootica. Diamandourous ha comunque rigettato l’accusa delle Federazioni delle organizzazioni delle aziende agricole inglesi e irlandesi sul fatto che la Commissione avrebbe dovuto vietare tutte le importazioni di questi animali dal Brasile dal 2007.
La Commissione ha replicato che la malattia è stata identificata solamente nel mese di novembre 2007 e, di conseguenza, ha imposto restrizioni ma non ha ritenuto necessario un divieto totale. Secondo l’Ombudsman, non bandire le importazioni è stata una scelta giustificata dalle prove in a disposizione, ma ha comunque criticato il ritardo nell’imporre le restrizioni alle importazioni dalle aziende brasiliane non approvate per il periodo febbraio-marzo del 2008. Per maggiori informazioni:
http://www.ombudsman.europa.eu/cases/decision.faces/en/5098/html.bookmark

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MANGIMI: IN ARRIVO DALL’UE SANZIONI PER 175 MILIONI DI EURO

Mar, 08/24/2010 - 00:00

La Commissione europea ha multato i produttori di fosfati per mangimi animali per aver creato un cartello nel mercato europeo per più di trent’anni. L’ammontare totale della sanzione è di 175,647 milioni di euro.
Tutte le compagnie, a parte una, si sono accordate con la Commissione ottenendo un 10% di riduzione sulla somma da risarcire. La Commissione è venuta a conoscenza del cartello solo nel 2004 (esisteva dal 1969).
Le aziende si erano sostanzialmente spartite il mercato europeo, con prezzi fissi sui fosfati, accordandosi sui prezzi e le strategie di vendita. Le compagnie francesi Timab Industries S.A. e la Compagnie financière et de participation Roullier (CFPR), hanno ricevuto le multe più salate: 59,85 milioni di euro.

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GMES: PROGRAMMA EUROPEO DI MONITORAGGIO DELLA TERRA

Lun, 08/23/2010 - 00:00

Il Parlamento europeo ha approvato il Programma di monitoraggio della Terra denominato GMES (Global Monitoring for the Environment and Security). Il Programma è guidato dall’Ue e realizzato in collaborazione con i 27 Stati membri e l'Agenzia spaziale europea. L’obiettivo principale di GMES è quello di portare la capacità di osservazione europea della Terra a un livello sostenibile e operativo, aspetto che non potrebbe essere raggiunto da singoli Stati membri.
Le aree tematiche sviluppate dal Programma spaziano da un servizio di monitoraggio dell’ambiente marino, del territorio e dei fenomeni atmosferici fino ad arrivare a un vero e proprio sistema di monitoraggio del cambiamento climatico e alla valutazione delle politiche di mitigazione e adattamento. Si tratta quindi di un sistema scientifico che contribuirà notevolmente a determinare le scelte future per far fronte alle variazioni climatiche. Inoltre, ulteriori servizi di GMES sono indirizzati agli interventi di emergenza (inondazioni, incendi, terremoti, crisi umanitarie, ecc.) e agli aspetti relativi alla sicurezza (ad esempio, la sorveglianza marittima o il controllo delle frontiere). Un vero e proprio strumento a disposizione per la sostenibilità del nostro pianeta.

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FRUTTA NELLE SCUOLE: BANDO DI GARA PER LA DISTRIBUZIONE ANNO 2010/2011

Lun, 08/23/2010 - 00:00

Il programma comunitario “Frutta nelle scuole”, introdotto dal Regolamento (CE) n.1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari.
Gli obiettivi del programma:

  • incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini compresi tra i sei e gli undici anni di età;

  • realizzare un più stretto rapporto tra il “produttore-fornitore” e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra “chi produce” e “chi consuma”;

  • offrire ai bambini più occasioni ripetute nel tempo per conoscere e “verificare concretamente” prodotti naturali diversi in varietà e tipologia, quali opzioni di scelta alternativa, per potersi orientare fra le continue pressioni della pubblicità e sviluppare una capacità di scelta consapevole; le informazioni “ai bambini” saranno finalizzate e rese con metodologie pertinenti e relative al loro sistema di apprendimento (es: laboratori sensoriali).

Gli strumenti:

  • distribuzione di prodotti ortofrutticoli;

  • campagna di informazione sulle caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli, in termini di qualità, aspetti nutrizionali e sanitari, stagionalità, territorialità e rispetto dell’ambiente, rivolto sia ai docenti che ai genitori, al fine di prolungare l’effetto di induzione del consumo;

  • utilizzo di idonee attrezzature, nei limiti indicati dal regolamento comunitario, in grado di supportare la distribuzione, l’utilizzo e la degustazione dei prodotti distribuiti;

  • avviare e consolidare la realizzazione di una Rete - costituita da Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, Regioni, Provincie Autonome e Istituti scolastici disponibili a partecipare in modo continuativo al Programma, nell’ambito della quale coordinare le azioni coerenti a raggiungere gli obiettivi definiti e recependo misure accompagnatore definite;

  • elaborazione di misure di accompagnamento complementari.

Destinatari del programma sono i bambini in età scolare dai sei agli undici anni o, come usa nel sistema scolastico nazionale, i bambini che frequentano la scuola primaria/elementare. Circa 870.000 bambini di tutte le Regioni per un totale di circa 5.000 scuole interessate.
Per l’anno scolastico 2009-2010, i prodotti ammissibili a fruire del programma di distribuzione, selezionati in base alla loro semplicità d’uso e fruibilità, sono i seguenti prodotti distribuiti freschi tal quali, monofrutto, tagliati a fette o in preparati “pronti all’uso”:

  • Arance

  • Fragole

  • Kiwi

  • Mele

  • Pere

  • Carota

  • Finocchio

  • Pomodorino

Nella scelta dei prodotti frutticoli si privilegeranno prodotti di qualità certificati (D.O.P., I.G.P., Biologici ) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata certificata e dovranno comprovare la loro origine di prodotto comunitario al 100%. Nella scelta del prodotto si terrà conto del carattere di stagionalità. La distribuzione del prodotto non dovrà avvenire in associazione all’erogazione dei pasti scolastici, costituendo essa stessa anche un momento di “formazione e informazione” autonomo. La distribuzione deve essere assistita dal soggetto aggiudicatario del bando di gara, che è responsabile di tutti gli adempimenti previsti nel bando di gara.
Il programma di distribuzione prevede, inoltre, che ogni bambino consumi prodotti ortofrutticoli almeno 20 volte durante il Programma, consumi almeno quattro specie di frutto-ortaggio differenti e sia destinatario di specifica attività informativa o educativa. Le misure di accompagnamento sono finalizzate ad elevare l’efficacia delle specifiche azioni previste dal Programma comunitario mediante una serie di correlate azioni di informazione e di sensibilizzazione. Per l’anno scolastico 2009-2010, saranno attuate le seguenti misure di accompagnamento:

  • Visita a fattorie didattiche;

  • Creazione di orti scolastici, attività di giardinaggio e/o allestimento di laboratori sensoriali;

  • Distribuzione di materiale informativo agli insegnanti;

  • Moduli formativi per insegnanti e docenti;

  • Incentivi e ricompense di natura ludica per sostenere l’approccio al consumo della frutta e delle verdure;

  • Giornate a tema o attività didattiche accompagnate da attività pratiche e dimostrative;

  • Sistema di promozione interattivo multilingua per la promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici.

L’informazione e la comunicazione del Programma “Frutta nelle scuole” sono realizzate, a cura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, mediante la combinazione di più strumenti:

  • un manifesto;

  • uno specifico logo che contrassegna e distingue l’iniziativa sul territorio;

  • Sito WEB istituzionale;

  • iniziative diverse di tipo mediatico : lettera ai genitori, pubblicità su alcuni siti Internet di rilevanza nazionale e su alcune testate giornalistiche, pubblicità televisiva e radiofonica;

  • materiale informativo specifico e adatto per i bambini che sono i destinatari elettivi.

L'offerta deve pervenire entro le ore 14.00 del 20 settembre 2010.

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LIFEWATCH, UN DATABASE SULLA BIODIVERSITÀ

Lun, 08/23/2010 - 00:00

LifeWatch sarà il primo nodo nazionale dell'infrastruttura pan-europea su e-science e tecnologia riguardante i dati e gli osservatori sulla biodiversità.
Comincerà presto a funzionare in Svezia con la messa a disposizione di un database liberamente consultabile delle specie del Paese. LifeWatch, attualmente nella fase preparatoria finale, raccoglierà informazioni sullo stato delle specie animali e vegetali di tutta Europa. Comprenderà un sistema di osservatori marini, terrestri e d'acqua dolce e darà alla comunità della ricerca accesso comune a dati collegati e distribuiti provenienti da database e siti di monitoraggio.
Inoltre, fornirà strutture computazionali in laboratori virtuali con strumenti analitici e di modelli nonché supporto e formazione per gli utenti. L'impegno di riunire le miriadi di dati e informazioni in un formato comune ha lo scopo di facilitare le analisi per i ricercatori, gli analisti ambientali e le autorità governative.
Con un paio di click si potrà scoprire se una determinata specie è diminuita o aumentata, cosa succede se cambia il clima o la qualità dell'acqua o quali fattori ambientali sono importanti per le specie dei boschi, ecc.. Il database svedese comincerà a funzionare fra tre anni. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito http://www.lifewatch.eu

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TUTTI I SITI NATURA 2000 IN UN CLICK

Gio, 08/19/2010 - 00:00

Dove si trovano tutti i siti Natura 2000? Ce n’è qualcuno vicino a noi? Quali specie animali e vegetali vivono nei siti Natura 2000? La risposta a queste domande è ora alla portata di tutti grazie a Natura 2000 viewer, uno strumento veramente interessante che consente l’accesso a ognuno dei circa 26.000 siti Natura 2000 presenti nell’UE. Questi sono dislocati in tutti i ventisette Stati membri, variando da pochi ettari a migliaia di chilometri quadrati di superficie ciascuno, coprendo complessivamente circa il 18% del territorio comunitario e proteggendo circa 2.000 specie animali e vegetali e 230 diversi tipi di habitat rari e a rischio. Realizzata dalla Commissione europea in collaborazione con l’Agenzia europea dell’Ambiente, l’applicazione web Natura 2000 viewer offre diverse possibilità: digitando il nome di una località o di una regione appare la mappa di quel territorio con la delimitazione di tutte le aree Natura 2000 presenti; queste sono colorate in maniera diversa a seconda che rispondano ai requisiti della Direttiva “Uccelli” (colore rosso), della Direttiva “Habitat” (azzurro) o di entrambe (verde). Se già si conosce il nome o il codice di un sito Natura 2000, digitandolo (anche parzialmente) esso viene localizzato sulla mappa. Posso anche indicare una specifica specie animale o vegetale e mi vengono evidenziati tutti i siti Natura 2000 dove questa è presente. E’ inoltre possibile scegliere la base della mappa su cui operare: stradale, foto aerea, con riportate le regioni biogeografiche o il tipo di copertura del suolo. Per ogni sito Natura 2000 è disponibile una scheda dettagliata con dati sulle specie rare o a rischio, come l’entità della popolazione stimata o il loro stato di conservazione. Interessante è un’altra opportunità, che consente di visualizzare per ogni sito alcune fotografie presenti in rete nel catalogo fotografico “Panoramio” di Google. Il visualizzatore Natura 2000 è utile sia a chi in generale è interessato a conoscere la rete, ma anche a turisti che vogliono pianificare una vacanza ambientale o ancora a insegnati e studenti che vogliono trovare informazioni sul patrimonio naturale della propria area. Inoltre è naturalmente uno strumento utile per chi opera nella pianificazione del territorio, per amministratori locali, per ricercatori, ecc.

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L'EFSA ESAMINA IL BENESSERE DEI POLLI DA CARNE E DA RIPRODUZIONE

Mer, 08/18/2010 - 00:00

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA su salute e benessere degli animali ha adottato un parere scientifico sull’influenza della selezione genetica sul benessere dei polli da carne e un altro parere sull’influenza del ricovero e della gestione sul benessere dei polli riproduttori. Gli esperti dell’EFSA affermano che la maggior parte dei problemi di benessere è connessa ai tassi di crescita rapida, risultanti dalla selezione genetica dei polli. Essi individuano anche problemi originatisi dall’interazione tra tratti genetici e ambiente dei polli (ad esempio il ricovero e la gestione degli allevamenti avicoli). Questi pareri aiuteranno la Commissione europea a elaborare una relazione che verrà presentata al Parlamento Europeo e al Consiglio.

Nel corso della seconda metà del ventesimo secolo il tasso di crescita dei polli da carne è aumentato di quattro volte, principalmente a causa della selezione genetica. Mentre è generalmente accettato che i problemi di benessere in questi polli siano ascrivibili alla selezione genetica volta ad aumentarne la produttività, la selezione genetica può anche offrire un’opportunità di migliorarne il benessere e la robustezza. La selezione genetica dei polli include attualmente aspetti relativi al benessere, sebbene miglioramenti, o altri cambiamenti, in quest’area siano difficili da quantificare poiché non si dispone di dati affidabili. Gli esperti dell’EFSA sottolineano la necessità di sviluppare e monitorare gli indicatori di benessere nei gruppi dei polli da carne per misurare le variazioni in termini di benessere. Essi evidenziano anche la mancanza in Europa di dati quantitativi armonizzati che consentano di eseguire una valutazione completa dell’impatto della selezione genetica e dell’impatto del sistema di allevamento e gestione dei polli da riproduzione sul benessere dei volatili. Gli esperti richiedono che siano posti in essere meccanismi per la raccolta sistematica di dati e la sorveglianza.

Per i polli da carne le principali preoccupazioni in termini di benessere individuate e associate alla selezione genetica erano rappresentate da disturbi scheletrici che comportano problemi quali zoppia, dermatite da contatto, irregolarità anatomiche e sindrome della morte improvvisa. Tali problemi sono per lo più connessi ai tassi di crescita rapida e causano uno scarso benessere. Gli esperti notano differenze tra Paesi, regioni e diversi sistemi di allevamento. Gli esperti evidenziano che il benessere dei polli da carne potrebbe essere migliorato, in particolare se i volatili venissero selezionati geneticamente per resistere all’ambiente in cui vivono; ad esempio, per climi caldi dovrebbero essere selezionati volatili che crescono più lentamente, poiché i polli da carne a crescita rapida sono suscettibili allo stress da calore. Inoltre, nella selezione genetica dei polli, sarebbe auspicabile attribuire un’alta priorità alla diminuzione del numero di uccelli zoppi e alla riduzione della dermatite da contatto. Questi sono importanti problemi di benessere, che interessano la predisposizione genetica e le condizioni ambientali.

A causa della selezione per crescita rapida e alto rendimento muscolare, i polli da riproduzione hanno un’assunzione di cibo assai consistente. È pertanto necessario applicare restrizioni alimentari per limitare il tasso di crescita, affinché possano essere mantenuti in un buono stato di salute. Gli esperti raccomandano che la concorrenza per il cibo (che può essere osservata tra i polli quando non è fornito loro mangime) dovrebbe essere ridotta al minimo, diminuendo così le lesioni connesse. Gli esperti raccomandano inoltre che i volatili che richiedono meno restrizioni alimentari vengano selezionati come futuri animali da riproduzione.
Per gli animali da riproduzione, gli esperti identificano cinque fattori di rischio principali con impatto sul benessere associati alla gestione o alla selezione genetica. I fattori di gestione sono ambiente spoglio, densità di animali, restrizioni alimentari e fonti di luce limitate; il fattore genetico è il tasso di crescita rapida. Esistono anche preoccupazioni per il benessere derivanti dall’interazione tra genetica e ambiente.
Secondo il parere, offrendo stimoli quali posatoi e nidi sollevati si ottengono benefici per il benessere dei polli destinati alla riproduzione.
Gli esperti raccomandano inoltre che le pratiche di gestione volte a ridurre le lesioni, quali la rimozione di parte degli artigli o della cresta, vengano evitate o, se necessario, siano effettuate con metodo il meno doloroso possibile e solo da personale addestrato.

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INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SULLA SALUTE NELLE ETICHETTE DEI NOSTRI ALIMENTI

Mer, 08/18/2010 - 00:00

Nell’UE i prodotti alimentari che vantano indicazioni nutrizionali e sulla salute sono sempre più diffusi sul mercato. Un’indicazione nutrizionale afferma o suggerisce che un alimento ha proprietà nutrizionali benefiche del tipo “povero di grassi”, “senza zuccheri aggiunti” oppure “ricco di fibre”. Qualsiasi affermazione che figuri sull’etichetta, oppure impiegata a fini pubblicitari o commerciali, secondo la quale il consumo di un determinato alimento può essere benefico per la salute, è un’indicazione sulla salute, ad esempio l’affermazione che un prodotto alimentare può contribuire a rafforzare le difese naturali dell’organismo oppure migliorare le capacità di apprendimento.
Quadro legislativo dell’Unione europea

Nel dicembre del 2006 i responsabili decisionali dell’UE hanno adottato un regolamento in merito alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Il regolamento stabilisce norme armonizzate a livello comunitario per l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali o sulla salute da apporre sui prodotti alimentari, sulla base di profili nutrizionali.

Uno degli obiettivi cardine del regolamento è quello di garantire che le indicazioni nutrizionali sulle etichette alimentari nell’Unione europea siano chiare e corroborate da prove scientifiche. L’EFSA ha il compito di verificare le argomentazioni fornite in tal senso dai richiedenti per giustificare le indicazioni nutrizionali, che possono essere già in uso o il cui utilizzo viene proposto dal richiedente. Di queste informazioni si avvalgono poi la Commissione europea e le autorità di ciascun paese, cui spetta decidere se autorizzare o meno le indicazioni.

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L’EFSA PUBBLICA DATI SUI LIVELLI DI PCB NEGLI ALIMENTI

Mar, 08/17/2010 - 00:00

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una relazione sui livelli di policlorodifenili non diossina-simili negli alimenti e negli additivi per mangimi. Nel 2002 la Commissione europea ha diffuso un elenco di azioni da intraprendere per ridurre la presenza di diossine e PCB negli alimenti e nei mangimi e ha raccomandato agli Stati membri di monitorare la situazione.

La relazione dell'Ue, si basa su un totale di 11214 campioni alimentari e 1349 campioni di mangimi raccolti da 18 Stati membri dell’UE, dall’Islanda e dalla Norvegia tra il 1999 e il 2008 e fa seguito a una relazione sulle diossine e sui PCB diossina-simili pubblicata all’inizio dell’anno.

I policlorodifenili (PCB) sono una diffusa classe di sostanze chimiche persistenti che si accumulano nell’ambiente e nell’essere umano. Esse sono associate a un ampio spettro di effetti sulla salute umana. Benché la produzione e l'uso di PCB siano stati sospesi nella maggioranza dei Paesi sin dagli anni '80, ne rimangono elevati quantitativi nelle apparecchiature elettriche, nei prodotti in plastica e nei materiali da costruzione.

I PCB possono essere rilasciati nell’ambiente e le persone sono esposte ai PCB principalmente tramite gli alimenti, ad eccezione di casi specifici di esposizione accidentale o occupazionale. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato i PCB come sostanze presumibilmente cancerogene per gli esseri umani. Il gruppo di esperti dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare ha effettuato una valutazione del rischio sulla presenza dei policlorodifenili non diossina-simili in mangimi e alimenti nel 2005 .

Nella relazione pubblicata oggi l’EFSA afferma che i livelli di contaminazione più elevati sono stati riscontrati in diversi pesci e prodotti a base di pesce, seguiti da prodotti animali, come latte crudo, latticini, uova e ovoprodotti. I livelli più bassi sono stati rilevati in frutta e verdura. Similmente, i livelli di contaminazione più elevati nei mangimi per animali sono stati trovati in mangimi che contengono prodotti derivati dal pesce, come l’olio di pesce.
L’EFSA consiglia di effettuare verifiche casuali continue di un numero sufficiente di campioni in ciascun gruppo di alimenti e mangimi per garantire un’accurata valutazione e monitoraggio della presenza di PCB nella catena alimentare.

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GIOVANI: SPOPOLA L’“ERASMUS AGRICOLO”. LE AZIENDE DI VINO ITALIANE LE PIÙ RICHIESTE DAGLI STRANIERI

Mar, 08/17/2010 - 00:00

Secondo la Cia, sono molti i giovani imprenditori “in erba” che vanno a “studiare” tecniche e metodi di commercializzazione all’estero, moltissime anche le richieste verso aziende italiane disposte a offrire ospitalità e saperi.

Andare da 1 a 6 mesi in un’azienda agricola europea, oppure ospitare ,nella propria, qualche giovane imprenditore “in erba” straniero. Questo format, grazie ad un processo virtuoso di passaparola, attivato spontaneamente anche sui principali social network del web, sta facendo decollare il progetto. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che sottolinea come stia prendendo molto piede l’iniziativa voluta dall’Unione Europea e denominata Eye, ovvero Erasmus per i giovani imprenditori.
Si tratta -afferma la Cia- di una formula ben riuscita finalizzata a creare relazioni costruttive tra centinaia di giovani imprenditori europei. Il programma si rivolge a giovani imprenditori (ovvero ad imprenditori in essere da meno di 3 anni) e a nuovi imprenditori (quindi coloro che aspirano a diventarlo). Non solo. Il programma si rivolge anche ad imprese avviate e con esperienza che scelgono di partecipare in qualità di aziende ospitanti. L’“Eye” offre la possibilità ai giovani/nuovi imprenditori di trascorrere un periodo di lavoro, presso un’azienda di successo, in uno dei 27 Paesi dell’Unione Europea, inclusi i nuovi stati membri.
Le aziende del comparto vitivinicolo italiano -evidenzia la Cia- sono in testa alle liste di preferenza degli stranieri, ma vanno molto forte anche gli agriturismi e le aziende multifunzionali. I giovani sono attratti dalla curiosità di scoprire le alchimie che portano al successo del “made in Italy rurale”.
Gli italiani, invece, scelgono prevalentemente di essere ospitati in aziende del Nord Europa, ma l’Est sta diventando un orizzonte appetito, in particolare per attivare sinergie per nuovi business nel settore zootecnico e del “turismo verde”.
Come organizzazione agricola -prosegue la Cia- monitoriamo costantemente questo progetto, perché è una grande e costruttiva opportunità che ci permette di analizzare le aspettative e le tendenze dei giovani imprenditori. Non ci limitiamo a questo: suggeriamo le mete degli scambi, con criteri precisi e utili. Altro aspetto da non snobbare è quello legato al portafoglio.
Difficilmente i giovani riescono a fare esperienze del genere a “costo zero”: con questo “Erasmus” ciò, invece, avviene. La Commissione Europea ha infatti stanziato delle borse di studio per supportare economicamente gli imprenditori in partenza durante il periodo di permanenza nell’azienda del paese prescelto.

Il programma -conclude la Cia- viene curato dal nostro ufficio di Rappresentanza a Bruxelles. Scrivendo all’indirizzo “cia.bxl@skynet.be” è possibile ricevere supporto e maggiori informazioni sull’iniziativa, mentre per partecipare occorre iscriversi on-line al sito “www.erasmus-entrepreneurs.eu”. Sono ancora disponibili borse di studio per imprenditori che intendano trascorrere un periodo all’estero ed intendano farlo entro Giugno 2011.

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UNDICI NUOVI PROGETTI EUROPEI DI TUTELA DELL'AMBIENTE IN EMILIA-ROMAGNA

Lun, 08/16/2010 - 00:00

Sono undici i progetti emiliano-romagnoli approvati nel quadro del programma europeo di tutela della natura LIFE+: si tratta di un numero importante, il maggiore rispetto a tutte le regioni italiane. La Provincia di Reggio Emilia ne promuove uno sulla mobilità sostenibile, mentre il Comune di Bologna, con il progetto GAIA, tratta la questione della qualità dell'aria attraverso il potenziale di depurazione delle piante, un progetto analogo a Opera dell'Agenzia regionale per l'ambiente. L'ARPA regionale indaga il rapporto tra agricoltura e risorse idriche, mentre la Ceramiche Gardenia Orchidea di Modena studierà come ridurre le emissioni di CO2 nella produzione di piastrelle di ceramica. La trafileria e zincheria Cavatorta lavorerà sulle tecnologie per ridurre l'impatto ambientale della produzione di vergelle, e un altro progetto si occupa di un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti per le unità mobili offshore. Il Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano metterà in atto un piano d'azione sulla tutela ambientale destinato alle PMI, mentre il progetto Aqua del Centro Ricerche Produzioni Animali, ridurrà l'inquinamento delle acque grazie all'ottimizzazione dell'uso di azoto e fosforo provenienti dagli allevamenti. In tema di biodiversità, il Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna mira a conservare habitat e specie nei siti Natura 2000 del Delta del Po e l'Università di Bologna vuole garantire la sopravvivenza di una popolazione isolata di limonella, un fiore sempre più raro. A cavallo tra le province di Piacenza e Lodi l'Azienda Sperimentale "Vittorio Tadini" lavorerà nelle aziende lattiero-casearie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Sul Po si lavorerà con Veneto e Piemonte sui sedimenti dragati dai porti.
L'Italia è il Paese dell'UE che riceve il finanziamento più grande: quasi 95 milioni di euro, come la Spagna. Seguono a grande distanza Olanda (37 milioni), Svezia (35) e Germania (30). Il nostro Paese ottiene il maggior numero di progetti sostenuti da Life+: ben 56, rispetto ai 36 spagnoli e i 16 greci. In Italia settentrionale vengono sostenuti 11 progetti in Emilia Romagna, 5 in Lombardia, 4 in Liguria, 2 in Piemonte e in Veneto, più un paio transregionali.
In tutto sono 210 i nuovi progetti appena approvati nel quadro del programma (http://ec.europa.eu/life), attraverso il Fondo europeo per l'ambiente: l'investimento complessivo è di 515 milioni di euro, di cui 250 saranno coperti dal contributo UE. I progetti sono stati selezionati nell’ambito delle tre componenti del programma: natura e biodiversità, politica e governance ambientali e informazione e comunicazione. I progetti LIFE+ Natura e biodiversità migliorano lo stato di conservazione di specie e habitat in pericolo. Saranno operativi 84 progetti in 24 Stati membri, per un investimento complessivo di 224 milioni di euro. La maggior parte di essi (74) contribuiscono all'attuazione delle direttive sugli uccelli e sugli habitat e alla realizzazione della rete Natura 2000. Gli altri 10 sono relativi alla biodiversità, una nuova categoria di LIFE+. I progetti "Politica e governance ambientali" contribuiscono allo sviluppo di idee politiche, tecnologie, metodi e strumenti innovativi. Ce ne saranno 116, pubblici e privati, localizzati in 17 Stati e del valore totale di 278 milioni. Il settore prioritario è quello della gestione dei rifiuti e delle risorse naturali, seguito dalle risorse idriche e dall'innovazione. Poi, diversi temi tra cui aria, sostanze chimiche, cambiamenti climatici, energia, ambiente e sanità, foreste, rumore, protezione del suolo, approcci strategici e ambiente urbano. Su Informazione e comunicazione l'obiettivo è quello di divulgare informazioni sulle questioni ambientali, e promuovere la sensibilizzazione alla prevenzione degli incendi boschivi. Gli Stati interessati sono 7 e l'investimento di circa 13 milioni.
Janez Potočnik, commissario europeo per l’ambiente, ha dichiarato in proposito: "Il programma LIFE+ continua a finanziare progetti innovativi e di grande qualità, che presentano un importante valore aggiunto per l'UE. Questi nuovi progetti, oltre a prestare un contributo significativo alla tutela della natura e al miglioramento dell'ambiente, contribuiranno anche a sensibilizzare i cittadini europei sulle principali sfide ambientali cui siamo confrontati, in particolare la perdita della biodiversità, la scarsità delle risorse idriche e i cambiamenti climatici."
LIFE+ è lo strumento finanziario europeo per l'ambiente, provvisto di una dotazione complessiva di due miliardi e centoquarantatre milioni di euro per il periodo 2007-2013. La Commissione europea pubblica ogni anno un invito a presentare proposte di progetti LIFE+. Quello in corso, per il 2010, scade a settembre.

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NESSUN PERICOLO DAL COLORANTE ALIMENTARE ROSSO AMARANTO

Lun, 08/16/2010 - 00:00

Il gruppo di esperti scientifici sugli additivi dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha effettuato una valutazione della sicurezza del colorante alimentare rosso amaranto (E123), portando così a termine la nuova valutazione di tutti i coloranti azoici (coloranti sintetici contenenti due atomi di azotocollegati da un doppio legame nella loro struttura molecolare), il cui impiego è autorizzato nell’Unione europea. Il parere scientifico dell’EFSA contribuirà a ispirare le decisioni dei gestori del rischio dell’Unione europea in merito agli additivi alimentari.
L’amaranto è un colorante azoico rosso che può essere utilizzato per la colorazione di alimenti come bevande aperitivo e uova di pesce. Dopo aver esaminato tutti i dati tossicologici disponibili, il gruppo di esperti scientifici ha concluso che il colorante non è né genotossico (non danneggia cioè il materiale genetico delle cellule) né carcinogenico. Il gruppo ha fissato una dose giornaliera ammissibile (DGA) per la sostanza di 0,15 mg per kg di peso corporeo al giorno, abbassando le DGA precedentemente fissate nel 1984.
Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA ha osservato che mentre l’esposizione media degli adulti è ben al disotto della DGA, gli adulti che consumino con regolarità quantità molto grandi di Americano (un cocktail a base di una miscela di vermut e aperitivo rosso) e vini aperitivi contenenti il colorante al massimo livello consentito potrebbero superare 6 volte la DGA. L’esposizione dei bambini è stata stimata essere 30 volte inferiore alla DGA. Il gruppo ha calcolato l’esposizione all’amaranto sulla base dei massimi livelli di utilizzo consentiti oppure di quelli riferiti dall’industria.
A seguto della richiesta della Commissione europea, l’EFSA ha iniziato la sua valutazione ex novo della sicurezza di tutti gli additivi alimentari autorizzati nell’UE, attualmente in corso, con la valutazione dei coloranti. In particolare la Commissione europea ha chiesto all’EFSA di trattare con priorità i coloranti azoici in seguito alla pubblicazione di uno studio (McCann et al nel 2007) che suggeriva un possibile nesso tra alcune miscele di coloranti (compresi cinque coloranti azoici) con il conservante benzoato di sodio e l’iperattività nei bambini.

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L’EFSA VALUTA I FATTORI CHE CONTRIBUISCONO AL CAMPYLOBACTER NEI POLLI

Lun, 08/16/2010 - 00:00

L’EFSA ha pubblicato una valutazione dei fattori che possono contribuire alla diffusione di Campylobacter nei polli vivi e nelle carcasse di polli nell’Unione europea. La relazione scientifica fa seguito alla pubblicazione della prima indagine svolta dagli Stati membri in tutta l’UE sulla presenza di questo batterio nei polli e nelle loro carcasse. I risultati saranno utilizzati dai valutatori dei rischi per indagini più approfondite sul ruolo svolto dalla carne di pollo in relazione alla campilobatteriosi umana. Contribuiranno inoltre a informare la definizione di possibili opzioni di controllo da parte dei gestori del rischio a livello di Stati membri e di UE.
L’EFSA pone in evidenza una serie di fattori da considerare nella progettazione di misure o programmi nazionali di controllo del Campylobacter per i polli e la carne di pollo. L’EFSA raccomanda che i programmi di controllo si basino su un approccio integrato che comprenda sia gli allevamenti di pollame sia il processo di macellazione. Ulteriori studi a livello nazionale potrebbero inoltre consentire una migliore individuazione dei fattori di rischio per le infezioni da Campylobacter in ciascun Paese.
Nella relazione l’EFSA afferma che i lotti di polli infetti da Campylobacter hanno 30 volte più probabilità di produrre carcasse contaminate da Campylobacter e che i lotti infetti hanno anche maggiori probabilità di produrre carcasse con un numero più elevato di Campylobacter sulla loro superficie. La relazione specifica, tuttavia, che è altresì possibile che le carcasse contaminate derivino da lotti di polli non infetti, suggerendo una possibile contaminazione crociata all’interno del macello.
La relazione rileva che il rischio di contaminazione da Campylobacter delle carcasse varia sensibilmente tra i Paesi e tra i macelli all’interno dello stesso Paese, e così anche la quantità di Campylobacter trovata sulle singole carcasse. Ciò indica che alcuni macelli sono maggiormente in grado di controllare il Campylobacter rispetto ad altri.
Sono stati individuati anche altri fattori associati a un aumentato rischio di contaminazione delle carcasse. Si tratta, in particolare, dell’età dei polli macellati, di alcuni specifici periodi dell’anno in cui i polli sono macellati (con un picco di contaminazione tra luglio e settembre) e dell’orario in cui le carcasse sono trattate (con un rischio più elevato di contaminazione nell’ultima parte della giornata).
Anche le pratiche di spopolamento o “diradamento” negli allevamenti di polli sono emerse quale fattore che accresce il rischio di infezione. Queste pratiche consistono nella selezione, all’interno di un allevamento, di un certo numero di polli da inviare alla macellazione, lasciando gli altri proseguire l’accrescimento. Si ritiene che nel corso di queste pratiche gli esseri umani o altri vettori possano introdurre il Campylobacter e infettare i polli rimanenti.

Nell’Unione europea la campilobatteriosi è la malattia di origine alimentare riferita con maggior frequenza nell’uomo. La carne di pollo risulta essere un’importante, se non la principale, fonte di infezione da Campylobacter negli esseri umani. Il rischio per la salute umana deriva dal consumo di carne poco cotta o dalla contaminazione incrociata tra alimenti. Una manipolazione corretta della carne cruda, una cottura completa e un’attenta igiene in cucina possono prevenire o ridurre il rischio posto dalla carne di pollo contaminata.
La relazione pubblicata dall’unità Raccolta dei dati sulle zoonosi dell’EFSA si concentra in particolare sulla contaminazione da Campylobacter nei polli nelle prime fasi della catena alimentare, vale a dire all’inizio e alla fine della linea di macellazione, quando i polli giungono al macello e quando le carcasse vengono refrigerate dopo la macellazione. I risultati integreranno le altre informazioni disponibili in materia, quali gli studi epidemiologici sul Campylobacter nei polli.

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